ARREDAMENTO COLORE DECORAZIONE

MILANO DESIGN WEEK 2019

aprile 8, 2019
Milano Design Week 2019

Fuorisalone 2019 by Paola Buccafusca

In un allestimento in cui l’impossibile diventa possibile, dove il mondo reale si trasforma tramite la contaminazione artistica della Pop Art..  Un mondo amplificato, gigante, fatto di colori pieni e vivaci, che solo apparentemente vuole comunicare allegria, ma che invece nei suoi tratti, vorrebbe rappresentare l’angoscia esistenziale

Il paese delle meraviglie che si fonde con l’arte popolare e psichedelica. Un enigmatico e complicato rapporto tra Uomo, Tempo e Spazio

Una relazione tra la dimensione dell’osservatore e l’ambiente che lo circonda, la percezione della realtà che lo condurrà nel mondo dell’infanzia. 

Un’installazione dal contorno ipnotico, in cui

  • un letto può essere appeso;

  • un divano può diventare irraggiungibile;

  • un tavolo allestito per il tè del Cappellaio Matto, può diventare simbolo dell’eterno desiderio dell’uomo di gestire il Tempo.

L’ ora del tè si prolunga all’infinito ma il tè non verrà mai bevuto. Un’interpretazione  dell’ incapacità di compiere l’azione e di vivere appieno. 

Seguite il Bianconiglio e tuffatevi nella nostra interpretazione di Alice nella Pop Art. Un viaggio arricchito da un’ opera di uno degli artisti di PIAZZA DEL POPOLO e la mostra fotografica di Massimo Giordano.

Milano Design Week 9-14 April 2019 presso Eco Home Design Via California 24 

Alice nel paese delle meraviglie ed il suo seguito, Attraverso lo specchio, non sono solo diventati un classico della letteratura ma hanno esercitato una grande influenza sull’arte.

Alcuni dei movimenti artistici più importanti, come il surrealismo, sono stati suggestionati dall’assurda concezione spazio temporale di Alice nel paese delle meraviglie 

La figura del Coniglio Bianco che rappresenta l’adulto ossessionato dal Tempo. Il tempo, concetto interiore ed eterno a confronto con quello esteriore e limitato dell’adulto.

Le filastrocche del colto Humpty Dumpty ed i gemelli Tweedledum e Tweedledee al limite dell’assurdo. 
Il nonsense che raggiunge l’apoteosi nel poemetto Jabberwocky, totalmente composto di parole inventate.

 Il gioco degli scacchi per raccontare una storia, così come il gioco delle carte e con quello del croquet.

La logica ed il calcolo matematico a confronto con gli impegni quotidiani, l’incalzare del tempo e dare scacco matto alle esigenze del momento. 

Artisti come Max Enst e Renè Magritte che hanno esplicitamente dichiarato il loro debito nei confronti dell’opera di Carrol. Attraverso l’arte degli illustratori comprendiamo meglio come altre persone abbiano interpretato i giochi linguistici dell’enigmatico scrittore.

Come John Tenniel, suo illustratore per tutte le due storie. 
Ecco allora una serie illustrazioni di Salvador Dalí, opere di Max Ernst e Dorothea Tanning,ma anche un eccezionale film di René Magritte, intitolato semplicemente “Alice in Wonderland”, del 1957. 

I Surrealisti inglesi, soprannominati “figli di Alice”, sono rappresentati da opere di Paul Nash, Roland Penrose, Conroy Maddox e F.E. McWilliam.  

Tra gli anni Sessanta e Settanta, l’arte concettuale vide in Alice uno strumento per l’esplorazione della relazione tra realtà e percezione, come la Pop e la Psychedelic Art. Opere di Jan Dibbets, Dan Graham, Joseph Kossuth, Yayoi Kusama, Adrian Piper, e Marcel Broodthaers . 

Il tema così attraente e contemporaneo del viaggio dall’infanzia all’età adulta è fonte di grande studio e ispirazione per gli artisti; i rapporti tra linguaggio, significato e nonsense; le relazioni tra la dimensione dell’osservatore e l’ambiente che lo circondatra le diverse prospettive e la tensione tra percezione e realtà. 
Un letterato, fotografo, scienziato, di metà ottocento che ha dato origine col suo mondo fantastico ad una sfida infinita di immaginazione…. partendo dalla letteratura ed arrivando all’arte!! By Paola Buccafusca

 

You Might Also Like

No Comments

Leave a Reply